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LA BOTTEGA DI SPEZIE... *la vita è un libro pieno di domande, e le risposte si possono trovare soltanto attraverso l'esperienza*


Cinema


27 aprile 2008

FAREASTFILM #03 - SHADOWS IN THE PALACE



Il palazzo della Dinastia Joseon è diviso in due parti, come le atrii del cuore. Una parte appartiene alle donne (Gungnyeo, che significa “donna del palazzo”, è il titolo coreano del film). Vincolate alla segretezza, alla sottomissione e al nubilato, le donne del palazzo ufficialmente dedicano la loro vita al benessere del re e del suo giovane erede. Dietro le porte chiuse, tuttavia, le dinamiche sono molto più complicate.
Shadows In The Palace è il film d’esordio di Kim Mee-jeung, che ha lavorato con la troupe di King And The Clown (2005) e Once Upon A Time In A Battlefield (2003). Girato con un budget relativamente basso sfruttando i vecchi set di King and the Clown e di altri film (che tuttavia non si riconoscono: le immagini sono abbaglianti), il film può essere considerato una fusione di generi: in parte dramma storico, in parte giallo, in parte horror alla giapponese.
Riuscire a seguire tutti i nomi e le svolte della trama è una vera sfida, quindi eccone un riassunto: il re (che si vede poco sullo schermo) non ha avuto eredi dalla regina, tuttavia la concubina Heebin ha dato alla luce un figlio maschio. La regina madre insiste affinché il bambino venga ufficialmente adottato dalla regina, ma Heebin oppone resistenza, rendendosi conto giustamente che potrebbe essere facilmente eliminata dopo l’adozione. In questa situazione di stallo molto tesa, la damigella più fidata di Heebin viene trovata morta, suicida. O forse no? Chun-ryung, una dottoressa di corte, scopre che in realtà è stata strangolata. Per di più, ci sono segni che indicano che la damigella aveva avuto un figlio in passato, cosa che sarebbe stata assolutamente proibita secondo le leggi del palazzo. Ignorando l’ordine di insabbiare il caso, Chun-ryung si muove alla ricerca di risposte.
Oltre al cast quasi tutto al femminile, anche regista, produttore e produttore esecutivo di Shadows sono donne. Tuttavia, quegli spettatori che si aspettano un film più pacato e delicato si troveranno davanti una spiacevole sorpresa: il film contiene crudeltà medievali in grado di competere con qualunque suo contemporaneo di genere, comprese unghie strappate, chiodi nella carne e mani mozzate. La violenza riflette la crudeltà di un sistema dove le donne e i loro corpi sono solamente ruote dell’ingranaggio. Il sacrificio psicologico è visibile sui volti delle donne – anche di quelle che riescono a farsi strada per arrampicarsi verso la sommità.
Il cast variato, gran parte del quale è composto da attori conosciuti in Corea ma non ancora divi, contiene una altrettanto vasta gamma di interpretazioni. La più notevole è quella di Park Jin-hee (Love Talk) nei panni della protagonista Chun-ryung. Io sono un ammiratore dello stile immediato e diretto di Park, anche se qui forse le è stato assegnato un ruolo inadatto. La spinta interiore di Chun-ryung - il suo bisogno di conoscere la verità ad ogni costo - è il motore narrativo del film, ma in questo contesto non è abbastanza convincente. Tuttavia, molte delle altre interpretazioni sono piuttosto efficaci, in particolare quella di Kim Seong-ryeong, nei panni della terribile sovrintendente, che ha completamente fatto sue le spietate rigidità della disciplina di palazzo.
Shadows si muove rapidamente, e mentre si sviluppa verso la conclusione, gli elementi fantasy/horror che si celavano negli angoli iniziano a muoversi all’aperto. Allo stesso tempo, tuttavia, i temi più ampi del film, riguardanti l’oppressione e il potere, iniziano a essere messi a fuoco. Veniamo portati a credere che l’insieme delle rigide regole che governano il palazzo sia una forza insormontabile, ma gli eventi possono rivelarci il contrario.
Probabilmente non sarà mai possibile riuscire a capire completamente com’era la vita per le persone che vivevano nei secoli passati, a causa della mancanza di testimonianze e del vasto divario culturale tra la nostra epoca e la loro. I film ambientati nel passato solitamente finiscono per raccontarci di più sulla società contemporanea che sull’epoca portata sullo schermo. Ma c’è forse qualcosa di male in tutto ciò? Più che ogni altra cosa, sono l’energia concettuale e lo slancio narrativo di Shadows a renderlo uno dei più emozionanti film coreani dell’anno.
Darcy Paque




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27 aprile 2008

FAREASTFILM #02 - SPARROW



Scherzoso e sempre ansioso di far piacere al suo pubblico, il poliziesco di Johnnie To Sparrow, che parla di borseggiatori, si sviluppa come un soffio d’aria fresca a confronto con i thriller più cupi per i quali attualmente è acclamato il regista. Leggero e divertente per tutta la sua compatta durata, e girato come se fosse un progetto secondario, l’ultimo film di To presenta i suoi pezzi di bravura, dalla caratteristica eleganza, nel contesto di un’avventura eccitante, con tocchi di sapore europeo ma ricolma di un certo orgoglio per la propria città natale.
All’inizio del film, gli autori sono veloci nel mostrare le abilità dei loro protagonisti, quattro borseggiatori che rubano abilmente portafogli e denaro per la strada, come graziosa introduzione al loro mestiere. La vita è decisamente piacevole per questa rilassato gruppetto, che altrimenti passa le sue giornate a poltrire in un caffè locale vecchio stile, a giocare d’azzardo nelle bische clandestine o semplicemente a girare in bici per la città con la macchina fotografica in mano, scattando foto ai passanti.
Ma i bei tempi per i ladruncoli rischiano di finire con l’entrata in scena di un’enigmatica signora proveniente dalla Cina continentale. Sempre in fuga da misteriosi uomini in abito scuro, Chung Chun-lei (Kelly Lin) viene fotografata per la strada da Kei (Simon Yam), uno dei ladri, e inizia a introdursi lentamente nella cerchia della banda. Mentre avvicina i quattro uomini uno alla volta, Chung non solo sembra rendersi conto del loro gioco, ma sembra anche un’esperta nell’evitare le persone. A che gioco sta giocando? E chi sono gli uomini che le stanno alle costole?
Una volta preparato l'ambiente per eleganti incontri chiarificatori e duelli di spirito tra borsaioli, To e la sua squadra si assestano su una sfilza di pezzi di bravura divertenti, a volte arguti e ingegnosi, a volte completamente demenziali. Elementi di supporto come palloni e vasche di pesci vengono inseriti a caso nell’azione, mentre improvvisi attimi intrisi di atmosfera conferiscono un taglio allegramente astratto. Su tutto questo rimbalza continuamente la musica di Xavier Jamaux e Fred Avril chef a da propulsore alla storia, con delle arie che si spostano tra il lounge e l’exotica, tra il jazz e il blues, ma che tornano sempre a un ritornello orecchiabile.
Simon Yam incanta sin dalla sequenza iniziale nel ruolo del compassato protagonista, in abito beige e tutto sorrisi, nella cui casa entra volando un uccellino vagabondo. Lam Ka-tung, Kenneth Cheung e il regista Law Wing-cheong arricchiscono la banda nel ruolo di buffi aiutanti, mentre Kelly Lin e Lo Hoi-pang, nei panni di un curioso personaggio della vecchia guardia, sono altrettanto piacevoli da guardare. Ma oltre a catturare i giochi dei personaggi, armoniosamente coreografati per il piacere del grande pubblico, il film di To è prodigo di attenzioni verso la stessa città di Hong Kong. Gli autori, che hanno girato il film proprio quando la maggior parte degli hongkonghesi cominciava a interessarsi più che mai all’eredità culturale di Hong Kong e al suo paesaggio urbano in evoluzione, hanno saputo catturare alcune vecchie immagini della città lontano dal trambusto del CBD (centro direzionale). Con una successione di foto in bianco e nero di vecchi quartieri come Sheung Wan che appare prima dei titoli di coda, Sparrow è una celebrazione di Hong Kong tanto quanto un puro intrattenimento cinematografico.
Tim Youngs




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27 aprile 2008

FAREASTFILM #01

Iera sera io e Rosino ci siamo *finalmente* gustati il Fareastfilm a Udine. Sono anni che dicevamo di andarci ma ogni volta qualcosa ci ha fatto cambiare programma. Invece quest'anno per la decima edizione ci siamo presi gli ultimi due film, uno dei quali diretto dal regista che ha vinto questa edizione.
C'era un sacco di gente, davvero, dei più strani... il teatro era spettacolare. I film erano sottotitolati in inglese e traduzione in cuffia, peccato solo che la traduttrice era una sola e dava la voce a tutti i personaggi...
Di seguito allego le trame. Il secondo, spero vivamente che arrivi in Italia prima o poi, e che venga tradotto, perchè a dire il vero le protagoniste tutte al femminile si somigliavano un po' troppo, e ci siamo un po' persi nella trama... Peccato perchè il film meritava molto.
Mi sa che il prossimo anno ci torniamo!




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25 aprile 2008

LONTANO DA LEI

Locandina Away From Her - Lontano da lei
Sposati da 50 anni, Grant e Fiona sembrano ancora molto legati l'un l'altra e la loro vita quotidiana è piena di tenerezza e umorismo.

Sposati da 50 anni, Grant e Fiona sembrano ancora molto legati l'un l'altra e la loro vita quotidiana è piena di tenerezza e umorismo. La loro serenità sembra vacillare solo in conseguenza degli occasionali e attentamente limitati riferimenti al passato, che sembrano far trapelare che forse il loro matrimonio non è stato solo rose e fiori. La tendenza di Fiona a riferirsi sempre più spesso al passato, oltre alla sua perdita di memoria più evidente ogni giorno che passa, creano una tensione che viene però generalmente dissipata facilmente dall’uno o dall’altra. Quando i vuoti di memoria diventano più lampanti e drammatici, nessuno dei due può ignorare che Fiona sia stata colpita dal morbo d'Alzheimer. A quel punto Grant, che teme che la vita di Fiona sia in serio pericolo, intraprende quello che sarà un autentico viaggio d’abnegazione per permettere alla moglie di essere felice per l'ultima volta.
È indubbiamente un film molto poetico, dai tratti delicati eppure forti, quello che ci propone alla sua prima esperienza Sarah Polley, la regia si rivela inaspettatamente oculata nel dosare luci sapienti, fotografia accurata, colori minimal eppure sempre accuratamente necessari. Le scelte d'immagini raccontano e riassumono l'intera trama, spesso e volentieri, sia nelle immagini della sciata iniziale e di quelle successive, sia in una malattia terribile, che i protagonisti tentano disperatamente di chiudere in un cassetto, come una vecchia padella.
Con un intelligente dosaggio di flashback, salti in avanti e all'indietro, conditi dall'uso di pellicola d’epoca e di effetti anticati là dove serve, Polley è in grado di disegnare il lieve e terribile ritratto della solitudine della mente che ci abbandona, insieme all'amore, e di lasciare senza fiato e rapito dall'immenso dolore lo spettatore senza però stordirlo a morte.
Di certo la scelta per interpretare il difficile ruolo di Fiona non poteva che cadere su Julie Christie, impeccabile in un ruolo che incorona la sua bellezza senza età e che trae dagli sguardi intensi assai di più di quanto le parole stesse, accuratamente doppiate, possano dire.
Alice Munro ha fatto un reale capolavoro, traendo da un suo breve racconto questa bella sceneggiatura, curandone i dialoghi ed amandone i contenuti, tanto che molti, dopo la visione, non potranno non correre a leggere i numerosi testi citati, tra cui "Lettere dall’Islanda", per provare le medesime sensazioni.

* Credo che in questo film la vera protagonista non sia la malata o la malattia, ma la malattia vissuta dai familiari. In sostanza la malata non ricorda, piano piano degenera fino a non riconoscere il marito, ma lui invece ricorda tutto. E come vive questa sofferenza? Fingendo una vita normale... Delicatissimo.




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25 aprile 2008

LA RAGAZZA DEL LAGO

Locandina La ragazza del lago
Il commissario di un piccolo paese indaga su un misterioso omicidio

Una giovane donna, annegata in un lago della provincia friuliana, viene rinvenuta nuda lungo la sponda. Sulla morte misteriosa di Anna, studentessa e giocatrice di hockey, indaga il commissario Giovanni Sanzio, padre ruvido e introverso di Francesca. Affetto da una dermatite atipica e dimenticato dalla consorte che soffre di una malattia degenerativa del sistema nervoso, Sanzio ricerca con passione metodica le ragioni pubbliche del delitto e quelle private della vita. Procedendo in un'indagine investigativa ed esistenziale scoverà l'assassino e il principio dell'ordine nel perverso sconvolgimento dell'omicidio.
È stato già detto ma è bene ripeterlo. Esiste il cinema mistificatorio di fiction e il cinema della realtà, non necessariamente nelle forme del realismo. L'opera prima di Andrea Molaioli appartiene alla seconda categoria, che annovera già adepti illuminati e illuminanti: Marra, Garrone, Sorrentino, Gaglianone. È evidente che i due approcci non si possono accomunare: il primo è intrattenimento, il secondo è riflessione critica, è cinema che anticipa criticando l'esistenza.
Tratto dal romanzo della norvegese Karin Fossum e sceneggiato dal questa volta "scompagnato" Petraglia, il film di Molaioli mutua i fiordi nei laghi della Carnia proponendo nella forma del giallo tematiche solitamente scartate dalla fiction consolatoria. Sopra un cinema che promuove frammenti di felicità senza prezzo, La ragazza del lago si impone e fa la differenza. Cimentandosi col cinema di genere, il regista romano gira un film sull'Italia di oggi, sulla provincia omologata tanto a nord quanto a sud. Nel Friuli rinato dalle macerie dei terremoti di crollo, tipici dei terreni carsici, restano sepolti i tanti personaggi, ugualmente colpevoli e ugualmente innocenti, personaggi che hanno una qualche mancanza, a cui è accaduto qualcosa che impedisce loro di essere pienamente. I loro disagi non sono quelli della classe media-borghese (adulterio, crisi di mezza età, ambizioni economiche), perché a Molaioli non interessa l'approccio sociologico o statistico alle cose.
Il regista lavora "in togliere", eliminando i dati di cronaca e tutto quello che avrebbe reso scabrosa la vicenda. Alla fine rimane la storia di un dolore insopportabile, formalizzato nelle convenzioni narrative e stilistiche del genere. Più il film si avvicina alle dinamiche profonde ed eterne dei rapporti umani, più riesce a fissare lo sfondo, la copertura, il dato quotidiano. La ragazza del lago rivela inoltre un lavoro di conoscenza e preparazione svolto a stretto contatto con gli attori. Su tutti le interpretazioni senza isteria di Toni Servillo, in grado di misurarsi con tutti i generi, le maschere e i registri, e Fabrizio Gifuni, troppo spesso confinato in ruoli indegni del suo talento, che possiede la raffinatezza della semplicità assoluta.

* Ammetto che tendenzialmente i film all'italiana non li amo, infatti ho cominciato a vedere questo con un certo scetticismo. Ma il rivedere le mie montagne mi ha stimolato a continuare. Un giallo molto delicato, quasi sentimentale. Solo alla fine si capirà veramente cosa è successo, e se mi è permesso dirlo, anche quando l'assassino viene preso, tutto si svolgerà con estrema delicatezza, come se in qualche modo le sue ragioni si potessero capire nel proprio intimo. Assolutamente consigliato.




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25 aprile 2008

INTO THE WILD

Locandina Into the Wild
Il film racconta la storia del giovane idealista Christopher McCandless che, abbandonata la vita normale di tutti i giorni, va a vivere nella selvaggia Alaska.

Into the wild è la libera trasposizione del libro di Jon Krakauer "Nelle terre estreme" diventato un classico della sottocultura urbana. Dalla lettura del libro, Sean Penn ha dovuto aspettare ben dieci anni prima di ottenere i diritti. Questa incredibile pazienza testimonia una testarda sensibilità che è unica nel panorama cinematografico di oggi.
Sono due gli elementi che hanno guidato Penn nel doppio binario della regia e della sceneggiatura. Il tema della fuga ma soprattutto quello dell'inseguimento di un qualcosa che faciliti la conoscenza di sé.
Pura celebrazione della libertà e della ricerca della libertà, la pellicola racconta la vera storia di Christopher McCandless, un giovane benestante che rinuncia a tutte le sue sicurezze materiali per immergersi all'interno della natura selvaggia. Il forte trasformismo di Emile Hirsh facilita per lo spettatore un'istantanea immedesimazione in una figura tormentata che non viene dipinta né come giovane avventuriero né come idealista ingenuo. La maestria con cui Penn miscela tematiche così diverse e complesse è unica. Il fascino della selvatichezza dell'ambiente, le difficoltà dei legami di sangue, l'individualismo contro il bisogno di amore e le contraddizioni dell'idealismo nelle sue spinte critiche ma anche arroganti.
Il film ha una valenza politica nonostante questo non sia l'intento di base. Alle volte, si trasforma in un vero e proprio atto di fede il cui credo fugge da tutto ciò che è religioso in senso stretto per trovare sfogo in una dimensione che è solo e unicamente personale. Tutti le persone che Chris incontrerà lungo il suo peregrinare oltre a colmare un vuoto familiare, fonte di profonde sofferenze, amplificano l'idea di un percorso a stadi funzionale a liberarsi da qualsiasi dipendenza da ogni tipo di comfort e privilegio. L'acquisizione della saggezza avviene quasi per osmosi attaverso la spontaneità e la profondità degli incontri fatti. Ancora più maturo e disinvolto nel lavoro registico, Penn gioca di forti contrasti nell'alternare gli ampi spazi dei diversi paesaggi mostrati al costante senso di vuoto del ragazzo che risulta essere una pura estensione dell'enormità della natura.

* Un film affascinante, ha un ritmo lento, ma sempre costante, e la fine è l'unica logica conseguenza di tutto. Consigliato, soprattutto perchè dovrebbe far riflettere oltre alla semplice visione del film stesso. Può insegnare molto.




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19 marzo 2008

ECCO I FILM CHE INTENDEVO

I film che intendevo nel post precedente, non sono una vera e propria trilogia, perchè, difatti, li si può guardare l'uno staccato dall'altro.
La caratteristica che li accomuna è che in tutti e tre i film il problema di base è mentale.

Donnie Darko: il protagonista soffre di schizofrenia


The Jacket: Jack Stark soffre di amnesia post-trauma


The Butterfly Effect: Evan soffre di amnesie, come il padre.


Meritano tutti, veramente.
La malattia li porta a vivere esperienze indescrivibili.
Ora, se Pasqua-Pasquetta è brutto tempo, io ve li consiglio caldamente!!!




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22 luglio 2007

HARRY POTTER E L'ORDINE DELLA FENICE



Siamo andati a vederlo venerdì sera...
Non dirò nulla per non rovinare la sorpresa a chi deve ancora vederlo.
Cmq a me è piaciuto molto, direi forse più del 4°....
**E lui sta diventando sempre più carino a mio parere...**




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30 giugno 2007

TRATTO DAL FILM "V PER VENDETTA"

So che non posso in nessun modo convincerti che questo non è uno dei loro trucchi, ma non mi interessa. Io sono io. Mi chiamo Valerie. Non credo che vivrò ancora a lungo e volevo raccontare a qualcuno la mia vita. Questa è l'unica autobiografia che scriverò e, Dio, mi tocca scriverla sulla carta igienica.
Sono nata a Nottingham nel 1985. Non ricordo molto dei miei primi anni, ma ricordo la pioggia.
Mia nonna aveva una fattoria a Totalbrook e mi diceva sempre che "Dio è nella pioggia".
Superai l'esame di terza media ed entrai al liceo femminile. Fu a scuola che incontrai la mia prima ragazza: si chiamava Sarah. Furono i suoi polsi erano bellissimi. Pensavo che ci saremmo amate per sempre. Ricordo che il nostro insegnante ci disse che era una fase adolescenziale, che sarebbe passata crescendo. Per Sarah fu così, per me no.
Nel 2002 mi innamorai di Christina. Quell'anno confessai la verità ai miei genitori. Non avrei potuto farlo senza Christy che mi teneva la mano. Mio padre ascoltava ma non mi guardava. Mi disse di andarmene e di non tornare mai più. Mia madre non disse niente, ma io avevo detto solo la verità, ero stata così egoista? Noi svendiamo la nostra onestà molto facilmente, ma in realtà è l'unica cosa che abbiamo, è il nostro ultimo piccolo spazio all'interno di quel centimetro siamo liberi.
Avevo sempre saputo cosa fare nella vita, e nel 2015 recitai nel mio primo film: "Le pianure di sale". Fu il ruolo più importante della mia vita, non per la mia carriera ma perché fu lì che incontrai Ruth. La prima volta che ci baciammo, capii che non avrei mai più voluto baciare altre labbra al di fuori delle sue.
Andammo a vivere insieme in un appartamentino a Londra. Lei coltivava le Scarlett Carson per me nel vaso sulla finestra e la nostra casa profumava sempre di rose. Furono gli anni più belli della mia vita.
Ma la guerra in America divorò quasi tutto e alla fine arrivò a Londra.
A quel punto non ci furono più rose per nessuno.
Ricordo come cominciò a cambiare il significato delle parole. Parole poco comuni come fiancheggiatore e risanamento divennero spaventose mentre cose come Fuoco Norreno e gli articoli della fedeltà divennero potenti. Ricordo come diverso diventò pericoloso. Ancora non capisco perché ci odiano così tanto.
Presero Ruth mentre faceva la spesa. Non ho mai pianto tanto in vita mia. Non passò molto tempo prima che venissero a prendere anche me.
Sembra strano che la mia vita debba finire in un posto così orribile, ma per tre anni ho avuto le rose e non ho chiesto scusa a nessuno.
Morirò qui, tutto di me finirà, tutto, tranne quell'ultimo centimetro; un centimetro è piccolo, ed è fragile, ma è l'unica cosa al mondo che valga la pena di avere.
Non dobbiamo mai perderlo, o svenderlo, non dobbiamo permettere che ce lo rubino. Spero che chiunque tu sia, almeno tu, possa fuggire da questo posto; spero che il mondo cambi e le cose vadano meglio ma quello che spero più di ogni altra cosa è che tu capisca cosa intendo quando dico che, anche se non ti conosco, anche se non ti conoscerò mai, anche se non riderò, e non piangerò con te, e non ti bacerò, mai; io ti amo, dal più profondo del cuore. Io ti amo.
Valerie.




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30 aprile 2007

LE VITE DEGLI ALTRI



Berlino Est, 1984. Il capitano Gerd Wiesler è l'abile, spietato solerte agente HGW XX/7 della famigerata Stasi, la Polizia di Stato che crea un clima di terrore tra i cittadini della DDR. Per la sua abilità e lealtà il tenente colonnello Anton Grubitz gli affida il compito di mettere sotto stretta sorveglianza il drammaturgo di successo Georg Dreyman, autore apprezzatissimo e fra i più importanti intellettuali dal regime comunista, su cui nutre sospetti. In realtà non è il solo ad avere un motivo per cercare di incriminarlo. In particolare il ministro della cultura Bruno Hempf vorrebbe farlo imprigionare per avere via libera con la sua compagna Christa-Maria Sieland, celebre attrice teatrale, di cui è invaghito.

Un film da vedere, un film dal ritmo costante, spietato e pieno di sentimenti...




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4 febbraio 2007

THE QUIET



Una ragazza sordomuta orfana viene mandata a vivere dalla sua famiglia adottiva e dalla loro figlia. La presenza della ragazza fa emergere l'oscuro segreto della famiglia.




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4 febbraio 2007

L'UOMO PERFETTO



Lucia, giovane e brillante pubblicitaria, è sul vertice sbagliato del tipico triangolo amoroso: Paolo, l'amico amato segretamente dall'adolescenza, sta per sposare Maria, la sua migliore amica. Lucia non si dà per vinta e, disposta a fare qualsiasi cosa pur di riconquistare il "suo" uomo, decide di ingaggiare un attore squattrinato, Antonio, plasmarlo secondo i gusti dell'amica e fare di lui l'uomo dei sogni, perfettamente programmato a sedurre la rivale. In un susseguirsi di equivoci, incontri e sorprese, grazie all'esperta guida di Lucia, Antonio si trasforma davvero nell'"uomo perfetto" per Maria, tanto da farle dimenticare le nozze con Paolo. Ma quando tutto sembra andare per il verso giusto, i conti non tornano...




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23 dicembre 2006

ERAGON

Mi era stato detto da Saskha che non dovevo aspettarmi tanto da questo film, e in effetti la mia delusione è stata grande. Sicuramente valeva la pena vederlo al cinema, se non altro per i voli del drago Saphira e per i paesaggi, davvero bellissimi. Ma non voglio nemmeno commentare la storia, per chi ha letto il libro, il film è sviluppato malissimo e mi dispiace parecchio perchè insomma, per sto benedetto *il signore degli anelli* hanno investito 3 ore e mezza per film e questo invece l'hanno liquidato in poco tralasciando molti punti salenti della storia. Perfino Giuliano, che era con me al cinema e che non ha letto il libro, si è accorto che è stato velocizzato molto il racconto, figurati per me [e Saskha] che abbiamo letto il libro e ce ne siamo innamorate. Mi ha rincuorato se non altro il fatto che al drago hanno dato una voce di doppiaggio decente, ricordo per il leone Aslan de *Le cronache di Narnia* quanto la scelta non sia stata delle più consone...
Insomma, se avete letto il libro, lasciate perdere il film... sigh...




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30 novembre 2006

LITTLE MISS SUNSHINE

Gli Stati Uniti, patria della competizione. Lo sa il babbo, che tiene corsi desolanti per avere successo. Lo sa lo zio, fresco di tentato suicidio perché gay, mollato dal partner e privato del titolo di seguace di Proust. Anche Olive, la piccola di casa, vuole partecipare. Il suo obiettivo è un concorso di bellezza per bambine che si svolge in California. Ecco quindi l’intera famiglia, babbo, zio, bimba, mamma indaffarata, fratello adolescente nichilista e nonno tardo freak, tutti stipati nel pulmino Volkswagen diretto verso Ovest. Ma il mezzo di trasporto fa i capricci, perde i pezzi, un po’ come capita alla famigliola, devastata dai diversi punti di vista eppure sempre in grado di ripartire, magari con la forza di volontà e l’unioni di intenti. E l’arrivo al concorso è una discesa negli inferi. Virago inflessibili sui tempo di iscrizione, concorrenti mostruose nel riprodurre in formato mignon bambole viventi, piccole Barbie allevate solo per l’occasione con numeri da circo. Così quando la bimba protagonista inizia la sua esibizione, uno strip improbabile, come fosse un piccolo superman che si toglie gli abiti per trasformarsi in altro da sé, entriamo davvero in un’altra dimensione, capace di scuotere dall’apatia, un padre tatuato che ha finalmente scoperto qualcosa di autentico e originale. Marito e moglie in cabina di regia per una commedia irresistibile, una girandola di risate…
Un film *secondo me* imperdibile!!!!




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14 novembre 2006

DAREDEVIL

Sebbene l'avvocato Matt Murdock sia cieco, i suoi altri quattro sensi hanno un potere sovraumano. Di giorno, Murdock rappresenta i diseredati. Di notte, è Daredevil, il tutore mascherato dell'ordine, di pattuglia nelle strade più buie della città, impegnato senza tregua nella difesa della giustizia.

io l'ho trovato un film *perdibile*... anche se tratto da un fumetto, la storia non è un gran chè e sinceramente finisce in maniera altrettanto inconsistente...




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7 novembre 2006

CACCIATORE DI TESTE - Costa-Gravas -

**ammetto che il film mi ha messo più ansia di un film thriller/horror… esilarante come dice la recensione, a tratti deprimente… mettiamola così: credo che prima o poi saremo destinati ad arrivare alla situazione rappresentata nel film, e questo mi spaventa un po’… sicuramente consigliabile**

Uno dei più bei film di Costa Gravas se non forse, in assoluto, il più ambizioso e coraggioso per la sua capacità di coniugare black comedy e tematiche sociali, drammi personali e follie collettive. La trama vede protagonista un manager francese nel ramo della produzione di carta, all’indomani del suo licenziamento e di lunghissimi mesi di disoccupazione. L’uomo, sconvolto dal tanto progressivo quanto apparentemente inesorabile esaurimento delle sue risorse finanziarie, è ossessionato dall’idea di accedere al posto di un suo collega di grande successo. E come? Dopo aver affittato una casella postale e aver diffuso la notizia riguardante il reclutamento di un dirigente di alto livello per un’industria cartiera, il manager scopre di avere solo cinque possibili concorrenti per il posto sognato. Così, con una vecchia pistola della Seconda Guerra Mondiale e una dose incredibile di fortuna, l’uomo inizia ad uccidere i suoi possibili rivali uno ad uno, fino ad arrivare allo scontro finale con quel nemico che – a suo dire – ha avuto il grande torto di prendersi un posto immeritato. Grazie alla lucida follia del signor Davert, Costa-Gravas offre allo spettatore una corsa sulle montagne russe sorte sulla macerie della New Economy. Una pellicola molto attuale, presentata con successo al Festival di Taormina, in cui tra piccole miserie e grandi disperazione conosciamo uno dopo l’altro i dirigenti manipolati e stritolati da ingranaggi enormiche oggi ti danno la responsabilità di centinaia di persone e domani ti obbligano a fare il cameriere part time per sbarcare il lunario. Una critica feroce delle società in cui viviamo e dei suoi presunti valori, resa ancora più aspra e caustica dalla straordinaria recitazione dell’ottimo José Garcia, capace di esprimere indifferenza e freddo cinisco di fronte alla necessità di uccidere per lavorare e per salvaguardare lo status quo borghese cui il personaggio è abituato. Intenso, divertente e a tratti esilarante, Cacciatore di teste è una commedia insolita con un finale inaspettato e tutt’altro che consolatorio, in cui Costa-Gravas celebra in maniera iperbolica la sconfitta dei grandi valori dell’umanità, raccontando la società occidentale come una giungla in cui tutto è permesso e dove i colpi bassi sono necessari per sopravvivere. Costa-Gravas offre allo spettatore una visione sociale e dunque fortemente politica del mondo in cui viviamo, senza prendere apertamente le parti di nessuno e facendoci disgustare della sequela di cattive azioni commesse dal protagonista. Un disprezzo reso ancora più amaro dal sorriso dovuto ad una serie di situazioni talmente comiche e al tempo stesso deprimenti, che alla dine non si sa più se piangere o ridere…




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5 novembre 2006

CUORE DI TUONO

Beh alla fine come promesso ho stirato, guardando un bellissimo film **CUORE DI TUONO** ho mangiato mezza patata americana, e non avendo pranzato ora ho fame… penso che andrò a farmi una doccia e poi mi preparo la cena… stasera peperoni ripieni (me li ha dati la mamma, ma voi fate finta che li abbia fatti io ^_^)

Due agenti dell'FBI, un esperto anziano e un giovane mezzosangue, indagano sulla morte violenta di un Sioux in una riserva indiana del South Dakota. Storia di un'educazione sentimentale in forma di presa di coscienza, scoperta e riconoscimento delle proprie radici. Scritto da John Fusco, s'iscrive nel filone filoindiano degli anni '90, alimentato dal successo di Balla coi lupi. Pur macchinoso nell'intreccio, ispirato a fatti veri degli anni '70, è un efficace film di controinformazione civile e politica, non irrilevante sul piano antropologico. Nel medesimo 1992 M. Apted diresse negli stessi luoghi e su temi affini il documentario Incident at Oglala, prodotto e commentato da Robert De Niro.




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2 novembre 2006

UN SOGNO PER DOMANI

Nella vita dell'insegnante di scienze sociali Eugene Simonet è tutto troppo in ordine. Mantenere una apparenza tranquilla significa non dover andare mai a fondo. E niente e nessuno glielo ha mai chiesto fino ad ora. Arlene McKinney è una madre single, con un doppio lavoro, che si sforza di tirare su da sola il figlioletto Trevor. Vuole offrirgli una nuova vita, ma lo sta perdendo. Eugene assegna un compito alla classe di Trevor: guardatevi intorno e mettete a posto ciò che non vi piace. Ma si può mettere a posto una persona?

assolutamente da vedere. forse non sarà il film che si ricorderà nella storia, ma gli intenti sono buoni, sviluppato bene...




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1 novembre 2006

SLEVIN

Uno sprovveduto e sfortunato ragazzo di nome Slevin (alla lettera “cane rabbioso”), imperturbabile perché affetto da atarassia, dopo aver perso in un colpo solo il lavoro, la fidanzata e il portafoglio, si trasferisce a casa del suo amico Nick. In assenza del ragazzo, Slevin si ritrova coinvolto in un pericoloso scambio d'identità che lo costringerà per l’occasione a trasformarsi in uno spietato killer.
Durante il compimento dell’operazione il ragazzo si rivelerà però meno ingenuo del previsto, tenendo alto il significato del suo nome…
Il regista Paul McGuigan costruisce un godibile, incalzante gangster-movie dai toni ironici e giocosi, nel quale non mancano situazioni surreali, furbi ammiccamenti cinefili, personaggi contraddittori tipici dello stile tarantiniano cui il regista fa chiaramente riferimento (su tutti il duro dal cuore tenero Bruce Willis, qui come in Pulp Fiction alle prese con un orologio lasciato in eredità).




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28 ottobre 2006

LE COLLINE HANNO GLI OCCHI

Una famiglia americana parte per una lunga gita attraverso il deserto del Nevada in direzione di San Diego. Durante il viaggio vengono assaliti da un gruppo di ex minatori diventati cannibali in seguito a una serie di esperimenti nucleari avvenuti durante gli anni 50. Nello scontro, la lotta per la sopravvivenza finirà per trasformare la famiglia "buona" annullando le differenze con i cannibali. Con questa operazione Alexandre Aja recupera le tematiche care agli horror di fine anni settanta, con i suoi mostri, le sue paure inconsce che tornano a riemergere in una società americana che anche nel 2005 continua ad avere terrore del diverso, compresi quei figli deformi che ha contribuito a creare per poi dimenticarli, preferendo relegarli in una dimensione d'oblio. Il remake dell'omonimo film di Wes Craven (prodotto dallo stesso Craven) è un film sostanzialmente politico, fondato proprio sulla volontà di fuga della società americana dalla sua cattiva coscienza. Ambientato nel New Mexico, in realtà è stato girato nel deserto del Marocco, finendo per tracciare una sorta di fil rouge tra il passato e il presente della storia di un popolo, che da sempre non riesce a guardare in faccia la realtà preferendo nascondersi dietro una vita fatta di buone intenzioni. È quanto accade ai Carter, famiglia rappresentante della parte più reazionaria della società americana, guidata da Big Bob, un ex poliziotto in pensione, repubblicano convinto e talmente religioso da sprofondare quasi nel fanatismo. Gli scontri di Doug con il suocero Big Bob, democratico e pacifista, sono continui, ma gli eventi che accadranno alla famiglia Carter finiranno per annullare le differenze tra le due fazioni. Tra tutti è proprio Doug il personaggio più interessante, quello che in un certo senso si evolve accettando il confronto con il doppio oscuro che rappresenta la comunità di cannibali, il rimosso di quella cultura cui appartiene e che deve riconoscere per poter combattere. Interessante è l'insistere di Aja sul dettaglio degli occhiali che si rompono: strumento di mediazione tra la realtà e l'occhio, finiscono per perdere progressivamente la loro funzione nel momento in cui Doug abbandona i panni del buon democratico per vestire quelli del vendicatore, novello Rambo che, con l'emergere prepotente dell'irrazionale, si trasforma in un eroe moderno mosso unicamente dal desiderio di vendetta.




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25 ottobre 2006

G.T.O.

Tempo bruttino, grigio tendente al “quando esci comincia a piovere e tu ti incazzi”…
L'umore mio (e di mio fratello) in una pozzanghera…
Allora sono uscita a piedi, tanto per smaltire un po’, e sono andata a prendere il pane e mi sono fermata in edicola… da vera appassionata di certi fumetti, ieri ho visto che era in uscita il dvd con la raccolta delle puntate di GTO. Io ho tutti i fumetti, che tra l’altro ho visto ora che hanno fatto una riedizione (anche questa la si può trovare in edicola). Io quella volta l’avevo presa in fumetteria. Cmq i dvd mi mancavano, se avete occasione il primo costa solo €2.99, potreste prenderlo e farvi quattro risate…




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25 ottobre 2006

AEON FLUX - IL FUTURO HA INIZIO

Quando gli agenti del governo uccidono sua sorella, la soldatessa Aeon Flux giura di vendicarsi. Altamente addestrata, in prima linea sul fronte di una guerra contro la società perfetta, Aeon è una delle poche persone a sospettare che quella vita perfetta nasconda una perfetta bugia.

** film decisamente perdibile, belle (ma impossibili) le esibizioni da ginnasta volante della affascinante Charlize Theron **




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17 ottobre 2006

CAPPUCCETTO ROSSO E GLI INSOLITI SOSPETTI

Cappuccetto rosso non è quella timida e ingenua bimbetta che se ne andava in giro per il bosco senza nemmeno un cellulare, ma una risoluta bambina-lavoratrice che si fa chiamare Rossa. Il Lupo non è un povero animale che per sfamarsi deve accontentarsi di mangiare carne invecchiata per finire sotto i colpi di un cacciatore imbecille, ma un cronista d’assalto maestro del travestimento e senza paura. Il suo fedelissimo reporter si chiama Scattino ed è uno scoiattolo isterico e ipercinetico, molto amante del caffè. Il Taglialegna non è il risolutore della storia, ma un uomo impacciato che tenta di sfondare nel mondo degli spot. La Nonnina, però è di gran lunga il personaggio più lontano dalla fiaba tradizionale e nasconde un segreto no limits. La trama gialla di questo film d’animazione prende lo spunto dalla fiaba di Cappuccetto Rosso per arrivare a farla del tutto a brandelli rendendola spassosa. La scena che dà l’avvio al film è la seguente: il Lupo è travestito da Nonnina, la Nonnina è legata e chiusa in un armadio a muro, Rossa è appena entrata in casa di Nonnina e capisce che qualcosa non va, a un certo punto una finestra viene sfondata e il Taglialegna irrompe brandendo un’ascia. Per riprendere le fila dei fatti che portano a questo puot-pourri di personaggi e azioni entra in scena il commissario Rana con la propria squadra di poliziotti: un orso, un pellicano e tre porcellini non esattamente efficienti. Con gli occhi dei quattro indiziati ripercorriamo quindi quattro diverse strade che conducono alla casa di Nonnina. Ma perché il commissario Rana sta indagando? Nel bosco sta accadendo qualcosa di terribile. Gli animali che portavano avanti la propria attività di pasticceri e venditori al dettaglio stanno chiudendo i propri negozi e stanno abbandonando il bosco. Un ladro si sta appropriando di tutti i loro ricettari e nessuno sa chi possa mai essere il malvagio. Fino ad allora, infatti, la vita del bosco era stata allegra e spensierata, canzoncine e sorrisoni, dolcetti e solidarietà tra creaturine, ma l’ombra del sospetto ha rovinato tutto. Man mano che si procede con gli interrogatori e con le indagini si scoprono dettagli importanti, emergono lati mai notati prima delle personalità degli interrogati… sicuramente da vedere! Voto 7




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16 ottobre 2006

WALLACE & GROMIT

Wallace e il suo fedele Gromit hanno una missione: scoprire il mistero che sta dietro il sabotaggio dei giardini che minaccia l'annuale produzione gigante di ortaggi.




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14 ottobre 2006

V PER VENDETTA

Ieri sera sono andata a trovare Alessio, quest’anno sembra che la sfortuna abbia preso di mira noi due (non solo noi cmq) e continua ad infierire, tant’è che anche lui ora è senza lavoro… allora per consolarci ci siamo visti (io per l’ennesima volta) il film **V per Vendetta** (visto al cinema e comprato subito in originale il dvd)…

In una Gran Bretagna del futuro dominata da un regime totalitario, una giovane donna, Evey viene salvata da un uomo mascherato conosciuto come "V". Sorprendentemente carismatico e ferocemente abile nell'arte del combattimento e dell'inganno, V scatena una rivoluzione per sollevare i suoi concittadini contro la tirannia e l’oppressione. Quando Evey intuisce la verità sul misterioso passato di V, scopre anche una nuova forza in se stessa e diventa a modo suo un'alleata nel piano dell'uomo per ristabilire libertà e giustizia in una società crudele e corrotta.
Il voto della critica è 3/5 però io l’ho trovato un film davvero intrigante e bello e questo voto mi sembra un po’ scarso, cmq lascio a voi il giudizio!




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13 ottobre 2006

LADY IN THE WATER

Quando un uomo ha perso tutto può succedergli di vivere le sue giornate per inerzia, senza accorgersi che anche i piccoli gesti quotidiani abbiano un significato. È ciò che è accaduto a Cleveland, guardiano del condominio The Cove, il quale vive soffocato dai sensi di colpa e ha ormai perso di vista quello che è il suo scopo nella vita. Finché l'incontro con una favola e la sua capacità di farsi coinvolgere in essa interverranno a salvarlo.
"Lady in the water" è un film che parte piano e si svela gradualmente fino ad incastrare lo spettatore in quel meccanismo incantevole, seducente, tipico delle favole. Tutto comincia dal dettaglio dei condomini, ognuno allo stesso tempo bizzarro ed inutile a suo modo, per poi allargarsi in un quadro d'insieme in cui l'individualità assume un senso se vista in rapporto agli altri. Se la vita fosse una favola ognuno avrebbe il suo ruolo, perciò aiutare la Narf
(ninfa, personaggio mitico delle fiabe orientali della buonanotte) a ritornare nel Mondo Azzurro è un modo per scuotere le coscienze dall'individualismo della società moderna e ribadire che ogni tanto anche le storie più fantastiche possano accadere davvero (la protagonista si chiama appunto Story, ed è questo che l'uomo è chiamato a salvare: la storia stessa e la sua attitudine a credere in essa).

** il film va un po’ letto tra le righe, in effetti la storia è un po’ inconsistente e anche come si svolge non farà del film il migliore nel suo genere, apprezzabile comunque. Non aspettatevi di andare a vedere il solito film fantasy di cui siamo abituati. (voto 6) **




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10 ottobre 2006

CONSTANTINE

John Constantine è stato all'inferno ed è tornato indietro. Nato con un potere che non voleva, la capacità di individuare gli angeli e i demoni che si confondono fra gli umani, Constantine si è ucciso per sfuggire alle visioni che lo tormentavano. Ma ha fallito, è stato riportato in vita suo malgrado. Quando la detective Angela Dodson chiede il suo aiuto per scoprire la verità sulla misteriosa morte della sua gemella, le indagini li trascineranno nel mondo di demoni e angeli che esiste proprio al di sotto della Los Angeles contemporanea.




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9 ottobre 2006

LA FORESTA DEI PUGNALI VOLANTI

Dopo "Hero", Zhang Yimou - probabilmente il più famoso regista cinese mai esistito - si cimenta ancora una volta con i cosiddetti film di "wuxia".
"Wuxia" è una parole che letteralmente significa "cappa e spada". Ed in effetti, "La foresta dei pugnali volanti" ben può annoverarsi nel genere dei film in cui si raccontano le gesta di cavalieri e giovani donzelle.
La storia è ambientata nella Cina del IX° secolo dopo Cristo durante il regno della dinastia Tang ormai in pieno declino. Regna la corruzione e le ingiustizie sono all'ordine del giorno. Nascono molte sette per ribellarsi al cattivo governo dei Tang, tra queste, la più famosa e potente è quella della Casa dei pugnali volanti. A due guardie imperiali, Leo e Jin viene ordinato di catturare il nuovo capo della setta. Per riuscirci, Jin si finge amico di Mei - una danzatrice cieca conosciuta in una casa di divertimenti - che si dice essere molto vicina alla setta dei ribelli. Nel viaggio per riportarla nella foresta, Jin si innamorerà della bella Mei e scoprirà anche altre verità assolutamente inaspettate.
Raffinatissimo affresco di un'epoca della storia cinese, il film è un piccolo gioiello di perizia ed eleganza. Zhang Yimou mostra tutta la sua abilità nel cogliere ed enfatizzare il ricco cromatismo della sua terra che si traduce in paesaggi da favola, costumi accattivanti, interni ripresi come fossero palazzi reali. Un gusto estetico così sviluppato che ogni cambiamento di scena nasconde una meraviglia da mozzare il fiato. Fra questa spicca la straordinaria scena del "passo dell'eco danzante" nella quale Mei si produce in una danza acrobatica.
Su questo sfondo ricercato ed accurato interagiscono gli attori come marionette su un panno finemente ricamato. Sono Takeshi Kaneshiro (Jin), Andy Lau Tak Wah (Leo) e Zhang Ziyi nel ruolo di Leo. La bravissima attrice cinese è autrice di una prova maiuscola - aveva già lavorato con Yimou in "La strada verso casa" e "Hero" - mettendo in mostra tutte le sue doti di armoniosa danzatrice e provetta ginnasta.
Il film, come è giusto che sia, è anche ricco di combattimenti di arti marziali che il regista riprende come fossero veri e propri balletti senza però eccedere in impossibili acrobatismi (come accade ne "La tigre e il dragone" tanto per intenderci) e nei quali un uomo che muore è una mossa languida e attraente come un passo di danza.
In conclusione, un film affascinante nel quale Yimou, trasforma in arte quello che per altri è pura e mera azione. Lo fa grazie ad un'innata ispirazione e ad una abilità nel muovere la macchina da presa che pochi registi oggi possono vantare.




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9 ottobre 2006

UNDERWORLD

Selene, una bellissima guerriera vampira, viene coinvolta nella lotta tra il suo popolo e uomini lupo. Sebbene Selene appartenga al gruppo dei "succhiasangue", finisce per innamorarsi di Michael, un giovane medico appartenente alla razza umana che i licantropi vogliono rapire.

** film non molto impegnato, di certo non un capolavoro, ma interessante la fotografia. per chi ama le creature oscure, i posti spettrali, sicuramente da vedere! **




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26 settembre 2006

CANONE INVERSO - Ricky Tognazzi -

In una notte d'agosto del '68 fatidica per la Cecoslovacchia e per il mondo intero il violinista Jeno Varga ripercorre insieme a Costanza la sua vita. Jeno racconta di quando da bambino suonava il violino senza conoscere la musica, consolando i maiali che andavano al macello sotto gli occhi della madre che, stupita, ripensava all'uomo che aveva amato e che le aveva lasciato quella musica, quel violino, quel figlio e nient'altro. E racconta della bellissima Sophie celebre pianista che lui conquista con la sua musica e il suo talento e del "Collegium Musicum" che ha il privilegio di frequentare grazie ad una borsa di studio e dove nasce l'amicizia con il giovane David Blau, che non sarà solo un amico, ma molto di più...Ma soprattutto racconta dell'ultimo concerto a Praga, dove i destini di Jeno, Sophie e David si incrociano e si dividono, in nome di una passione capace di andare oltre ogni ostacolo, ogni sacrificio, perfino oltre la morte. Il racconto è finito, ma ripercorrendo i luoghi che ha evocato, Costanza scoprirà che quella musica che sentiva da bambina non era solo un ricordo, ma il sigillo e la prova della sua, fino ad allora sconosciuta, identità. Nel frattempo nei corridoi del "Collegium Musicum" risuoneranno ancora le note del "canone inverso", e per uno scherzo della memoria, ci faranno intravedere che non potrà essere più con noi.

Il film è tratto dal romanzo di Paolo Maurensig.

un film spettacolare, per la musica e la passione, vale la pena vederlo.
per una volta, film e libro si equivalgono.




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