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LA BOTTEGA DI SPEZIE... *la vita è un libro pieno di domande, e le risposte si possono trovare soltanto attraverso l'esperienza*


Curiosità


20 agosto 2008

LO SAPEVATE CHE @04 *CIBI +40°*

ALIMENTAZIONE Con le alte temperature, aiutano le vitamine B, il magnesio e i carboidrati leggeri.
Metti un giorno qualunque, quando il calendario segna estate e i venti e le piogge autunno. Metti il giorno seguente: l'aria si satura di umidità mentre il termometro schizza vertiginosamente in alto. Ormai è un leitmotiv: colpa anche del global warming, che sta sovvertendo qualsiasi regola climatica. A farne le spese è l'organismo, che paga in termini di disturbi estemporanei la vorticosa altalena degli sbalzi termici e i disagi di un clima talvolta "tropicale" vissuto in città inquinate. "Particolarmente significative sono soprattutto le onde di calore, che oltre a mettere a rischio i soggetti più fragili, hanno conseguenze su tutti, con ipotensione, respiro corto, senso d'oppressione, affanno", dice Vincenzo Condemi, bioclimatologo medico, Università di Milano. (Per saperne di più: www.naturmed.unimi.it/meteolab.html). Che incalza. "È più difficile concentrarsi e, la sera, addormentarsi, soprattutto quando le temperature minime notturne non scendono per nessun motivo sotto i 23-24 gradi. Una situazione particolarmente impegnativa per il sistema di termoregolazione, che ha difficoltà a riportare l'equilibrio termico, con conseguenti difficoltà per il riposo e l'ottimale riassetto di diverse funzioni biologiche". Calibrare la dieta aiuta a sostenere l'organismo dagli shock climatici e termici. Il via libera va ai pasti leggeri e nelle ore meno calde. Bere molto, ovvio, anche quando non si avverte lo stimolo della sete e soprattutto se si fanno sforzi fisici. No agli alcolici, che "bruciano" il magnesio, essenziale per muscoli e cervello, e ostacolano la vitamina B1, energetica. A colazione: meglio il tè, antidoto alla pressione bassa, e frutta fresca, rivitalizzante. "L'importante è non sbilanciare troppo la dieta: sì a tanta frutta e verdura, ma mantenere anche una regolare introduzione di carboidrati complessi - pasta e riso - per assicurarsi il giusto livello d'energia psicofisica e, la sera, per conciliare il sonno", dice Massimo Cocchi, presidente dell'Associazione Ricercatori Nutrizione e Alimenti. "Aiuta anche alzare lievemente l'apporto di proteine nobili - pesce, latte, uova, carni bianche - perché intervengono nel processo di produzione di particolari sostanze che l'organismo produce per difendersi dallo shock termico indotto dai raggi solari", dice Cocchi. Ancora: per potenziare la resistenza, servono alimenti "ergogeni", come i cereali integrali, tra cui miglio e avena, con vitamine B che sono antistress, insieme a riso e orzo, rinfrescanti. Per un pranzo veloce: sì a un panino vegetariano o a uno yogurt light, con proteine che a livello cerebrale alzano il tasso di noradrenalina, neurotrasmettitore della "carica".
di Claudia Bortolato

Tutte le regole per idratare l'organismo
Propoli, che combatte depressione e stanchezza e inibisce l'effetto dell'acido lattico sui muscoli. Sali di potassio, magnesio, sodio e tanta acqua minerale naturale: indispensabili per prevenire crampi e altri disagi da disidratazione, "colpi di calore" compresi.
Per le crisi ipotensive, con capogiri, stanchezza accentuata: non saltare i pasti, soprattutto la prima colazione, per dare subito al corpo il giusto apporto di energie e introdurre ogni tanto e in miniporzioni qualche cibo salato, come prosciutto crudo, formaggi stagionati, tonno in scatola.
Per parare i colpi delle ondate di calore preferire, in generale, le cotture meno aggressive (vapore o cartoccio, per esempio) e, con le dovute precauzioni igieniche, le crudità. Più la temperatura di cottura è elevata, infatti, più il cibo perde acqua, a scapito dell'idratazione, e parte delle sostanze più preziose, come le vitamine del gruppo B, la vitamina C, la PP e l'acido folico, termolabili. Fondamentale anche la temperatura con la quale il cibo arriva all'organismo. "Vietati gli eccessi: i cibi troppo caldi aumentano la vasodilatazione e la temperatura corporea, quelli ghiacciati in un corpo surriscaldato accentuano o predispongono a gastriti e congestioni", conclude Massimo Cocchi.




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24 luglio 2008

LO SAPEVATE CHE... @03 *METALLI IN TRANSITO*

Così si libera l'organismo da piombo, mercurio e alluminio.

Inquinamento, alimenti e bevande in confezioni "a rischio", cibi contaminati, additivi alimentari e farmaci possono contribuire ad accumulare nel corpo metalli che risultano tossici come alluminio e piombo. L'intossicazione è molto diffusa e non va sottovalutata: "L'equilibrio dei metalli, normali costituenti della crosta terrestre, viene forzato dalle immissioni dell'attività umana", precisa Nicola Castellano, specializzato in medicina interna e nutrizione. "Dall'aria, da cui possono essere assorbiti respirando, i metalli si depositano poi sul suolo ed entrano così nella catena alimentare".

Facile quindi il contatto, più difficile sfuggire ai loro effetti. "A differenza di altri tossici di natura organica, i metalli in genere non vengono metabolizzati dall'organismo, per cui sono rimossi con difficoltà e passano lentamente nel sangue", spiega l'esperto. "Alcuni di questi elementi, anche a bassi livelli, provocano anomalie delle funzioni cerebrali, con alterazioni del comportamento. Altri, in soggetti sensibili, scatenano reazioni allergiche. Le conseguenze tossiche più precoci di ogni singolo metallo si manifestano in specifici organi-bersaglio". Perdita di energia, mancanza di appetito, spasmi muscolari agli arti inferiori, fastidi gastrointestinali e dermatologici possono essere messi in relazione ad alte dosi di alluminio. Che si concentra in polmoni, fegato, tiroide e cervello, indebolisce i tessuti del canale alimentare, distrugge le vitamine e inibisce la funzione di molte sostanze, tra cui selenio e fosforo. L'intossicazione da alluminio è stata associata a patologie della terza età, come il morbo di Alzheimer, e, nelle persone predisposte, all'osteoporosi. Per contrastare, si consiglia un maggior apporto dei suoi antagonisti, ovvero magnesio e calcio, tramite integratori o una dieta ricca di cereali integrali, verdura a foglia verde e scura, yogurt, latticini e crostacei. Le alghe potrebbero prevenire l'avvelenamento da cadmio, in quanto i loro alginati si combinano con il minerale-traccia e lo eliminano. Lo zinco, contenuto in semi, frutti di mare e funghi, tiene sotto controllo il metallo tossico. "L'eccesso di cadmio può portare insufficienza renale
e ipertensione", aggiunge il nutrizionista. "Disturbi neuropsichici e tremori possono segnalare un'intossicazione cronica da mercurio, che può derivare anche da otturazioni dentali". Anche in questo caso è utile lo zinco. La vitamina D (pesci grassi e uova) e il calcio potrebbero ridurre l'assorbimento del piombo, che provoca anoressia, depressione, problemi gastrointestinali e anemia. La vitamina C (germogli di alfa-alfa e agrumi) riesce a stimolare l'eliminazione del composto, mentre la tiamina, sotto forma di germe di grano e lievito di birra, sarebbe un potente disintossicante.


di Rosanna Ercole Mellone - Donna, la Repubblica




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23 luglio 2008

LO SAPEVATE CHE... @02

PIU' ENERGIA AI POLMONI
Con cibi piccanti, pesce azzurro e vegetali verdi, ricchi di clorofilla

La medicina tradizionale cinese considera i polmoni come la sede privilegiata dell'istinto di sopravvivenza e il motore delle funzioni psichiche inconsce. "Per tonificarli energeticamente e nello stesso tempo purificarli dagli inquinanti è utile introdurre, senza esagerare, cibi di sapore piccante, come menta, origano e altre spezie.
Inoltre, poiché i polmoni temono la secchezza, servono liquidi e alimenti di natura tiepida che idratano l'organismo, come carote, asparagi da cucinare al vapore o saltati, e banane, fichi, fragole, pere, pesche, cedro", dice Ottavio Iommelli, presidente dell'Associazione italiana di fitofarmacologia e fitoterapia. Tornando in Occidente: per agevolare respiro e ossigenazione dell'organismo occorre puntare, oltre che su una corretta idratazione con acqua, tisane e succhi vegetali non zuccherati, su cibi magri o che transitano nell'organismo senza appesantirlo. "Sì a frutta e verdura fresche per gli antiossidanti "spazzini", magari puntando sui vegetali verdi, come carciofi, cicoria, lattuga, spinaci, zucchine, broccoli, piselli e kiwi, perché ricchi in clorofilla, elemento essenziale per la fotosintesi e buon antiossidante con azione depurativa anche sulle vie respiratorie", dice Massimo Cocchi, direttore del Centro di biologia molecolare di Villa Maria nel Ravennate e presidente dell'Associazione ricercatori nutrizione e alimenti. Ottimo il pesce, soprattutto quello azzurro per gli acidi grassi omega-3, capaci di ridurre la produzione di cellule coinvolte nelle reazioni asmatiche e allergiche, nonché utili nelle malattie infiammatorie del polmone. Mele: un gruppo di ricercatori dello St. George's Hospital Medical School di Londra, grazie a uno studio condotto su un campione di 2.500 uomini di età compresa tra i 45 e i 49 anni, ha scoperto che il frutto è capace di aumentare l'efficienza con la quale lavora il polmone. Ancora: cibi amici sono il crescione, assieme alle altre crucifere ricche in oli sulfoazotati, come ruchetta, rapa, cavolo di tutte le varietà, ravanello, rafano, e le Liliacee, come aglio, scalogno, porro, cipolla, erba cipollina. "Contengono oli essenziali e principi attivi solforati che, dopo essere stati assorbiti nel tratto intestinale e aver effettuato il passaggio nel circolo sanguigno, vengono eliminati attraverso bronchi e polmoni, creando così una sorta di benefica ventilazione in tutto l'apparato respiratorio", spiega ancora Cocchi. Stessa azione per peperoncino, cannella e mirto (adatto a insaporire i legumi), grazie a oli essenziali, resine, tannini e altri principi attivi. Infine, sono emollienti e utili in caso di malattie infiammatorie a carico delle vie respiratorie i frutti della giuggiola (dolcissimi e che ricordano per sapore i datteri), nonché la malva, ricca di mucillagini e di minerali come potassio, ferro, calcio, fosforo.

Agente esterno
- Tosse da smog
Le particelle inquinanti, outdoor e indoor, irritano laringe e faringe scatenando attacchi di tosse secca, che si accentuano con l'aria fredda, il parlare o ridere fragorosamente. "Per calmarli sono utili i semi dei frutti delle Rosacee, come mandorla amara, albicocca e pesca, grazie alle proprietà calmanti del principio attivo amigdalina", dice il fitoterapeuta Ottavio Iommelli. Anche l'estratto di radice di liquirizia (sconsigliata agli ipertesi) ha una buona efficacia nel diminuire la frequenza della tosse. Una ricetta antitosse suggerita dalla naturopatia: con un coltellino appuntito, svuotare una rapa di grosse dimensioni e riempirla di zucchero. Dopo qualche ora si sarà formato un liquido sciropposo: assumerlo durante la giornata nella dose di 6-7 cucchiaini.
- Smog fotochimico
Come è noto, l'ozono che si forma negli strati più bassi dell'atmosfera terrestre è l'inquinante più insidioso del periodo primaverile ed estivo: quando supera le concentrazioni limite può ridurre transitoriamente la funzione polmonare e provocare una risposta infiammatoria delle vie aeree profonde, scatenando tosse e dispnea e aggravando gli attacchi d'asma. "Utile aumentare l'apporto di vitamine che proteggono i tessuti polmonari e aiutano il respiro, come la A - in buone percentuali anche nell'olio di fegato di merluzzo -, la vitamina C e soprattutto la vitamina E, quest'ultima abbondante nei cereali integrali e nel germe di grano", conclude il ricercatore Massimo Cocchi.

Claudia Bortolato - Donna, la Repubblica




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23 luglio 2008

LO SAPEVATE CHE... @01

Cannabis: 20 volte più dannosa delle sigarette.
Fumare Cannabis, per la salute, è peggio che fumare sigarette.
La notizia, pubblicata dal New Scientist, non lascerebbe dubbi: se fino a oggi era opinione diffusa che, in quanto più "naturale" e quantitativamente meno usata, l'erba fosse decisamente meno pericolosa, bisogna ricredersi. Anche se le sostanze della sigaretta rimangono l'imputato numero uno per il rischio tumore, la Cannabis sembra non essere da meno. Le ultime ricerche, che hanno preso in esame diverse tipologie di erbe, hanno dimostrato che, in proporzione, la Cannabis sarebbe 20 volte più dannosa del tabacco riguardo a molti tipi di tumori. I dati sono stati raccolti dal governo canadese che ha sviscerato tutte le caratteristiche della Cannabis per darne una lettura completa: in una "canna" sono contenuti livelli pericolosi di acido cianidrico e ossido di azoto che causano gravi danni al cuore e ai polmoni, ma anche anidride carbonica e vari prodotti di combustione che la rendono dannosa quanto una sigaretta senza filtro.
Con un'aggravante: rispetto al fumo delle sigarette, questo viene aspirato con più calma, dando più tempo alle sostanze pericolose di depositarsi negli alveoli polmonari. E c'è altro: la Cannabis che, rispetto alle sigarette, non subisce trattamenti di depurazione, sarebbe ricca di tossine che, progressivamente, causano ipersensibilità e infiammazioni, creando terreno fertile per lo sviluppo del carcinoma.
Samantha Biale - Donna, la Repubblica




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